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pagine giovani comune di milano

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare

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Dicembre 2010, Stéphane Hessel, ebreo tedesco naturalizzato francese, 93 anni, scampato a due campi di concentramento, partigiano della resistenza francese, prende la penna e scrive. Scrive ai giovani francesi, lui che ha 93 anni. Il libro, o meglio l’opuscolo di 32 pagine che scrive, ha un titolo “Indignez-vous!”. Indignatevi è oggi sulla bocca di tutti, nella sua manifestazione concreta: gli indignados.

 

Hessel si è rivolto alla società francese per far si che si recuperassero i valori della Resistenza francese e le ambizioni e la voglia di cambiare la società. Ha lanciato invettive contro il divario crescente fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, contro “la dittatura dei mercati finanziari”, ma si è scagliato anche contro il presidente francese Nicolas Sarkozy e la sua politica fiscale, studiata “a misura” per favorire i ceti più abbienti. A chi si è rivolto Hessel? Ai simpatizzanti della sinistra francese, dalla cui parte si è sempre schierato, o a tutti i giovani, francesi e non? A giudicare da quanto successo nel tempo intercorso tra la pubblicazione e oggi, si direbbe che l’opuscolo di Hessel sia riuscito addirittura a superare l’oceano e dunque ad andare oltre determinate distinzioni di colore. Al primo libro ha fatto seguito “Impegnatevi!” che deve essere il passaggio fondamentale per cambiare la società malata, dopo la presa di coscienza l’azione.

Dare il merito ad un libro è forse eccessivo, ma si può concordare sul fatto che il titolo sia riuscito a dare forma e spinta ad un movimento che covava sotto le ceneri. A dire la verità noi italiani l’avevamo capito già da un po’ di tempo, quando il movimento dell’Onda si era mosso contro la riforma universitaria, ma al grido premonitore di “Noi la crisi non la paghiamo!”. Si perché in Italia si sperimentava già da tempo da che parte tirasse il vento. Poi sono venuti gli spagnoli e i francesi, e in misure parzialmente collegabili gli inglesi e i greci: contro il sistema finanziario sono riusciti a svegliare anche gli americani. Come avevo già detto c’è una sottile linea che unisce tutti questi movimenti: indignazione, rabbia, lotta di classe, lotta contro le discriminazioni, odio contro il sistema finanziario. I giovani sono il denominatore comune. Gli schieramenti destra e sinistra non c’entrano nulla: ma in Italia si pensa sempre che chi scende in piazza a manifestare CIVILMENTE sia un comunista, quando si sveglieranno i giovani italiani? Ah no, questa settimana inizia il Grande Fratello, meglio stare ancora un po’ davanti alla tv, altri cinque minuti, per sempre…

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