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Black Bloc, origine ed evoluzione

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Con il termine Black Bloc si definisce innanzitutto una tattica che ha dato il nome ad un gruppo di individui, di stampo prevalentemente anarchico, dediti ad azioni di protesta caratterizzate da atti vandalici e disordini in generale.

Il significato richiama le parole inglesi bloc, ad indicare una massa compatta di persone, a differenza di block che indica un blocco solido di materia inanimata o l'atto del bloccare, e black, nero, traducibile con "vestite di nero".

 

Storicamente si inizia a parlare di Black Bloc a partire dagli anni ottanta in Germania (“Schwarzer Block”) quando la polizia inizio' a definire cosi' un'area della sinistra extraparlamentare solita ad indossare abiti neri. Questo perche' un unico colore, oltre che far apparire i manifestanti come un “blocco” unico, li rendeva identificabili come insieme di persone non riconoscibili perche' con il volto coperto.

Nelle loro azioni di protesta tendono a distruggere e devastare le costruzioni istituzionali, sedi o negozi di societa' multinazionali, banche e qualsiasi simbolo del capitalismo.

Il nome Black Bloc venne poi ripreso dagli Stati Uniti durante le manifestazioni contro il Pentagono (1988) e contro la prima guerra del Golfo (1991). In Italia, questo termine era prevalentemente sconosciuto prima dell'estate 2001 quando si verificarono i violenti scontri in occasione del G8.

In seguito alla manifestazione degli indignados a Roma e in tutto il resto del mondo del 17 Ottobre, proprio nella capitale italiana si sono verificati disordini che hanno riportato all'attenzione dei media il fenomeno Black Bloc che sembrava essere stato dimenticato dopo gli episodi in Val di Susa di inizio luglio 2011.

Proprio in questi due ultimi episodi l'organizzazione si e' mostrata sempre piu' di stampo paramilitare, imitando vere tattiche militari, sempre piu' di posizione apolitica e con esponenti di estrema destra ed estrema sinistra insieme, violenta e difficilmente controllabile oltre che per l'incolumita' dei manifestanti pacifici presenti anche per il messaggio che viene recepito dai media e ritrasmesso al resto del paese come negativo.

Il significato e lo spirito del reale motivo di protesta pacifica che caratterizza l'origine della manifestazione passano in secondo piano a causa di una minoranza di violenti facinorosi.

Sull'onda di queste violenze registrate il ministro dell'interno Maroni ha proposto il ripristino della legge Reale per garantire nuove misure repressive piu'severe per i manifestanti che commettano atti vandalici durante manifestazioni. Tra le proposte avanzate spicca quella dell'arresto in flagranza differita e il Daspo per i cortei, ovvero il divieto di assistere a spettacoli sportivi che verrebbe esteso anche alle manifestazioni di piazza, minorenni compresi. Ma rimane piu' grave l'arresto in flagranza differita dove la polizia potra' estendere l'arresto, anche prima di una manifestazione, a chi presenta precedenti specifici impedendone la partecipazione alla manifestazione stessa.

Un ritorno agli anni di piombo?

Riccardo Toso

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