Martedì Lug 17

Calendario

Luglio
L M M G V S D
25 26 27 28 29 30 1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31 1 2 3 4 5

pagine giovani comune di milano
Per info 02.49516000

A Milano va tutto bene

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Crolla tutto! Alle scialuppe di salvataggio! Si salvi chi può! Fuggite! Verrebbe da urlare… In questi ultimi giorni la situazione finanziaria del nostro Paese sta assumendo aspetti che fino a qualche tempo fa erano impensabili.

O almeno, quando si sentiva parlare della situazione greca, i più, in giro dicevano: è impossibile, noi non faremo mai la fine della Grecia, se cadiamo noi cade tutta l’Europa, abbiamo un’economia solida… e altre cose del genere. Si parla di spread, bund, btp, rating ormai da mesi e Milano, sede della Borsa nazionale, rimane l’epicentro del sisma. Il problema è cercare di capire se situazione finanziaria e situazione economica coincidano.

Sono utili a proposito alcuni elementi: le infelici affermazioni del nostro ormai dimissionario premier, che a Cannes non ravvisava punti di contatto tra economia e finanza; infatti, di fronte al crollare della Borsa di Milano (quel palazzo di fronte al dito medio di Cattelan) il premier ribatteva che l’economia, o meglio le tasche degli italiani, rimaneva ben solida, con ristoranti e aerei pieni. A ruota lo seguiva un giornalista, Daniel Korski, che, dopo essersi fatto un giro a Milano (in Centro), non notava i segni della decadenza, ma descriveva in un articolo una città fatta di migliaia di disegnatori di moda imperturbabili di fronte alla crisi, Armani e La Rinascente affollati, Peck e i suoi cibi venduti a peso d’oro… Una Milano vista come una “Piccola Germania a Sud delle Alpi”. Continuava poi il suo articolo ponendo in contrasto la situazione di Milano con quella disastrosa del resto del Paese.

Ecco, avrei una proposta, inviterei Daniel e Silvio a farsi una passeggiata accompagnati da quel giovane su 3 che non lavora né studia, per andare ad osservare le imprese che hanno chiuso ultimamente (9000 in 9 mesi in tutta Italia, con la percentuale più alta in Lombardia), poi li inviterei anche a fare un giro per controllare quanti di quelli che vanno a fare compere da Peck o da Armani dichiarano effettivamente al fisco ciò che posseggono o producono. Concluderei il tutto con una visita alla Caritas e ai City’s Angels.

Voglio chiudere con una punta di ottimismo: nella tragedia delle recenti alluvioni credo di aver ricevuto un grande insegnamento da tutti quei ragazzi che hanno preso stivali e pala e si stanno dando da fare per aiutare le popolazioni colpite. Rimbocchiamoci tutti le maniche e spaliamo tutto il fango che c’è.

 

A.F.

Ultime News

Sondaggio

Vorrei che Milano offrisse ai giovani qualcosa in più, come...







Risultati